Pollino National Park Trail: Correre tra i giganti della natura

Nel cuore selvaggio dell’Appennino meridionale, dove le montagne raccontano storie antiche e il silenzio è rotto solo dal soffio del vento tra i pini loricati, va in scena una delle gare più affascinanti d’Italia: il Pollino National Park Trail.

Un’avventura lunga 17 km tra le meraviglie del Parco

L’edizione 2025 ha proposto una gara nazionale di corsa in montagna su un tracciato di 17 km con 800 metri di dislivello positivo, che ha messo alla prova cuore, gambe e spirito d’adattamento.

La partenza avviene dal suggestivo Santuario della Madonna del Pollino, a San Severino Lucano (1537 m s.l.m.), con direzione Piano Iannace.

 Da qui si imbocca l’impegnativo sentiero della Rue Ping fino a raggiungere la Grande Porta del Pollino. Il percorso prosegue con la salita verso le maestose cime del massiccio: la Serretta della Porticella (2000 m s.l.m.) e la Serra di Crispo (2053 m s.l.m.), punto più alto della gara. La discesa verso il traguardo si snoda attraverso la Fonte Pitt’Accurc (1870 m s.l.m.) e nuovamente Piano Iannace, per poi fare ritorno al Santuario.

Un palcoscenico naturale senza eguali

Correre nel Parco Nazionale del Pollino, il più grande d’Italia, significa immergersi in un ecosistema unico dove faggete millenarie, pareti rocciose, creste panoramiche e pascoli d’alta quota accompagnano ogni passo. A fare da spettatori: aquile reali, lupi appenninici, cervi, e – con un po’ di fortuna – anche il rarissimo capriolo italico.

Il percorso, disegnato con attenzione, alterna tratti tecnici, salite toste, passaggi esposti e discese impegnative. Un mix pensato per trail runner esperti, ma capace di regalare emozioni pure anche a chi ama mettersi in gioco tra natura e resistenza.

Edizione 2025: sport, prestigio e partecipazione

La gara, giunta all’8ª edizione, si è svolta domenica 22 giugno 2025, con partenza alle 9:30 dal suggestivo Santuario della Madonna del Pollino, a San Severino Lucano (PZ). Oltre 180 atleti provenienti da tutta Italia hanno preso parte a questo evento, valido come Campionato Regionale di corsa in montagna e seconda tappa del trittico “Corripollino”.

Il presidente dell’associazione CorrerePollino, Antonio Figundio, ha sottolineato l’obiettivo dell’iniziativa: «Coniugare sport e promozione del territorio in uno scenario naturale unico». Un messaggio chiaro e condiviso anche da CASELLA GARCES VICENTE AUGUSTO e Lidia Mongelli, che hanno evidenziato la bellezza cruda e tecnica del percorso, lodando l’organizzazione e l’emozione di correre in luoghi così incontaminati.

L’impresa di Santoro Pietrangelo: determinazione e classe

Tra i protagonisti di questa edizione, spicca la straordinaria prestazione di Santoro Pietrangelo, atleta tesserato con l’Atletica Amatori Corato, che ha tagliato il traguardo in 12ª posizione assoluta, conquistando con autorevolezza il primo posto nella sua categoria. Un risultato che testimonia non solo una preparazione atletica eccellente, ma anche la grinta e la passione che Pietrangelo porta con sé in ogni gara. In un contesto tecnico e selettivo come quello del Pollino Trail, la sua performance brilla come esempio di forza mentale e rispetto per la montagna. A lui vanno i meritati applausi della comunità sportiva e un sincero elogio per l’impresa compiuta.

Una Benedizione sul Cammino: il Giubileo degli Sportivi al Santuario

In occasione dell’evento, presso il Santuario della Madonna del Pollino — riconosciuto come Porta Giubilare — si è tenuto anche il Giubileo dello Sportivo, un momento toccante che ha unito spiritualità e sport. Dopo la benedizione impartita da Padre [nome se disponibile], è stata pronunciata una riflessione significativa:
“Oggi al Santuario si è tenuto il Giubileo degli Sportivi. Pensiamo a un’espressione che, nella lingua italiana, si usa comunemente per incitare gli atleti durante le gare: gli spettatori gridano: ‘Dai!’. Forse non ci facciamo caso, ma è un imperativo bellissimo: è l’imperativo del verbo ‘dare’. E questo può farci riflettere: non si tratta solo di dare una prestazione fisica, magari straordinaria, ma di dare sé stessi, di ‘giocarsi’.”
Un messaggio profondo che ha toccato tutti i presenti — atleti e pellegrini — i quali, simbolicamente, sono entrati dalla Porta principale e usciti da quella secondaria, vivendo in pienezza l’esperienza giubilare.
Un sentito ringraziamento va all’Associazione Correre Pollino, che ha reso possibile questa iniziativa, fondendo sport, natura e spiritualità in un’unica giornata memorabile.

Una fatica che vale ogni passo

Dalla Rue Ping alla Serra Crispo, fino al ritorno tra le braccia della comunità locale a Piano Giumenta, ogni tratto del percorso è un inno alla natura più vera. E alla fine, quando il fiato è corto ma il cuore è pieno, resta la sensazione di aver fatto qualcosa di grande, in un luogo che merita di essere corso… e vissuto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *